martedì 17 gennaio 2012
Le diverse assimilazioni delle “seconde generazioni” nella nuova società
.In Italia, esistono diversi fattori che potrebbero impedire l’integrazione socio-culturale delle “seconde generazioni”: la legge Bossi- Fini che ha inasprito fortemente la condizione degli immigrati considerandoli esclusivamente come risorsa lavoro e la rigida limitazione delle possibilità di accesso alla nazionalità italiana per gli immigrati residenti da molto tempo in Italia. In questo modo, le relazioni che i giovani di origine straniera instaurano con il Paese di arrivo risultano essere ambigue, poiché la società sembra pretendere una piena integrazione, ma allo stesso tempo, non pone le basi perché essa possa realmente verificarsi. In questo quadro di possibile predestinazione negativa non bisogna cadere nel rischio di generalizzazione, molti ragazzi, figli di persone che hanno immigrato hanno iniziato una brillante carriera e un buon riconoscimento da parte della società italiana. Ciò è avvenuto, in particolar modo, attraverso l’istituzione scolastica e il mondo del lavoro. La scuola, dovrebbe aiutare l’inserimento di questi ragazzi all’interno del tessuto sociale. Il mercato del lavoro, dovrebbe, invece, creare un terreno occupazionale ai giovani, sfruttando la ricchezza che possono dare al contesto italiano e non utilizzarli come persone indispensabili nei lavori più umili – come si è fatto in passato con i loro genitori - , in modo da evitare che lo scarto tra le aspettative create dal processo di inserimento e la mancanza di qualifiche professionali adeguate alle loro competenze, possa creare un forte senso di frustrazione.
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